Come si fa a tenere abitate le isole?
Come si fa a tenere abitate le isole?, questa è la domanda che mi hanno fatto l'altro giorno in piazza, mentre discutevo con qualche compaesano dei problemi invernali delle isole. Beh, io la ricetta non ce l'ho, ma forse posso provare a indovinare gli ingredienti da utilizzare ...
Prima di tutto bisognerebbe abbandonare la rassegnazione strisciante che ormai si respira sull'isola, dove pare che nulla possa essere più non dico risolto, ma neanche affrontato. "Così fanno tutti i paesini" e "i problemi sono insormontabili", si vocifera ovunque.
Il secondo ingrediente è un po' di fantasia per superare le favole "interessate" che spesso ci raccontano dalla terraferma (e a cui in tanti crediamo troppo facilmente), come ad esempio: "serve il Comune Unico per sopravvivere", "è indispensabile un bando unico per i traghetti" oppure "si potrà vivere solo in città i paesi devono rassegnarsi ad essere bomboniere per turisti". Ogni euro speso in meno da noi, è un euro in più da spendere in altri territori, tanto per chiarirsi.
Il terzo è un po' di curiosità, perché non possiamo affrontare i problemi dei nostri tempi se la nostra "classe dirigente" (politica ma anche imprenditoriale e sociale) non è in grado di distinguere la realtà dai problemi immaginari oppure, peggio, è soltanto alla ricerca di un Leader a cui dare perpetua ragione in modo acritico in vista delle prossime elezioni: se non siamo capaci di analizzare i problemi, figurarsi se potremo mai imparare a discutere per risolverli.
Proprio per provare a seminare alcuni di questi ingredienti, la scorsa settimana sono andato a parlare con Pro Loco e Misericordia Stella Maris per aiutarle a capire come poter partecipare un bando pubblico che potrebbe portare 50.000 euro sull'isola: durante la discussione è emersa la possibilità di finanziare la seconda ambulanza, necessaria sull'isola e al momento finanziata da risorse proprie della Misericordia, provando a contattare un paio di associazioni isolane.
La mia opinione è che se ricominciamo a parlare anziché cercare solo colpevoli da accusare, qualcosa può cambiare. Se le associazioni vengono indirizzate e aiutate nello sviluppare progetti reali, i bandi per finanziare progetti in tema culturale e sociale prima o poi escono (ad esempio eccone un altro simile), e a volte si vincono anche, come hanno fatto Pro Loco e San Mamiliano. Pensare che al Giglio non siamo in grado di fare progetti o che sia sempre tutto pilotato è un'illusione, non è la realtà.
Non so se alla fine Pro Loco e Misericordia riusciranno a fare domanda, nel frattempo le ringrazio entrambe, e so perfettamente che non sarebbe certo mio questo ruolo ma, visto che non lo fa nessuno, preferisco creare ponti per creare luoghi di discussione anziché roghi su cui bruciare i propri nemici o pulpiti dai quali far partire cacce alle streghe.
E se iniziamo a seminare gli ingredienti giusti sono convinto che arriverà il momento in cui ci ricorderemo anche la ricetta completa, mentre limitarsi a ripetere che "nel ristorante della concorrenza si mangia peggio che da noi" non abbia mai insegnato a cucinare a nessuno.
Per commentare occorre accedere con le proprie credenziali al sito www.giglionews.it
Login
Non riesci ad accedere al tuo account? Hai dimenticato la password?