Una nuova poesia di Tonino Ansaldo che ancora una volta sceglie GiglioNews per presentarla ufficialmente ai gigliesi ed agli amanti della nostra isola. Per chi volesse leggere i versi pubblicati negli ultimi anni, può visitare l'apposita pagina LE POESIE DI TONINO ANSALDO.
Oggi il poeta scopre frammenti di Giglio sulla terraferma e l'emozione di un'inaspettata scoperta lo porta a raccontarcelo a suo modo. Torna, dopo anni, a Pisa, in piazza dei Miracoli e mentre osserva estasiato l'imperfetta imponenza della Torre pendente, nota alla sua base 6 colonne di un familiare granito che spiccano tra le altre numerose sorelle marmoree. Basta una veloce ricerca in rete per avere l'emozionante conferma che trattasi proprio di granito gigliese!
Con orgoglio identitario, già dal titolo della sua poesia, Tonino ci racconta la sua scoperta di "sei pietre nostre, preziose, incastonate" e quasi nascoste alla base di uno dei monumenti che rappresenta l'Italia nel mondo.
Sei colonne "cilindriche" in granito, "sorelle nostre" e figlie di "forte pietra madre" isolana, "parenti" a quelle bianche e marmoree apuane. Il "bianco apuano" rappresenta la bellezza, la luminosità, l'eleganza; il granito del Giglio rappresenta invece la forza, la compattezza, la resistenza.
Queste "colonne colosse", "frammenti" di granito gigliese, furono posizionate, "nei secoli", "in soccorso", "angeliche" custodi, del "fratello marmo", così bello ma così tanto "fragile". Furono "poste", come "principale sostegno", "alla radice" del "lato debole" e pendente di quel monumento, "essere imperfetto", che con il suo "divin difetto", "benedetto e voluto dal cielo", fa splendere di "luce illustre" nel mondo Pisa e l'Italia intera.
PIETRE NOSTRE
Incastonate,
preziose,
sei pietre
Stanno.
Parenti
Al bianco noto
Supremo
Apuano.
Quelle sei
Sorelle nostre.
Di forte pietra madre.
Cilindriche.
Nei secoli
in soccorso
Misero
Al bianco sommo statuario.
Fragile
fratello marmo.
Frammenti d'isola.
Colosse colonne
Angeliche.
A radice poste
sul debole lato
Nel tempo
principe sostegno.
Al suo DIVIN difetto
Dal ciel voluto
Benedetto.
Di luce illustre
quel di Pisa
Sparge
Sul globo intiero.
Lei
Essere
Imperfetto.
Tonino, 1 settembre 2026


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