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Rimozione: relazione settimanale 19 – 25 Aprile

parbuckling costa concordia isola del giglio giglionewsRiceviamo e pubblichiamo la relazione che Costa Crociere mette a punto settimanalmente in merito all’andamento dei lavori di recupero del relitto Costa Concordia al largo del porto dell’Isola del Giglio. Il documento contiene la cronistoria delle attività svolte durante la settimana dal 19 al 25 Aprile con tanto di dati tecnici e fotografie delle operazioni di cantieristica.

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26 commenti

  1. Pietro Rinaldi

    Quando vuoi essere bravo Jim, ci riesci con gran facilità …. l’esempio del bicchiere di vino in una botte mi è piaciuto._ So che avresti voluto dire una pìpì al posto del bicchiere di vino e il mare intero al posto della botte …. ma ti sei trattenuto (questa volta), così “nessuno” ti può rimproverare !!

  2. L’acqua che usciva Concordia come viene sollevato dal mare da Vanguard sembra rappresentare quasi nessun pericolo per l’ambiente.

    Versando un bicchiere da 100ml di vino in un grande barile di acqua non trasformare l’acqua in vino. Il vino ha quasi alcun effetto sull’acqua.

    Scarico acqua all’interno della Concordia in mare non avrà alcun effetto significativo sulla qualità di tutto il volume di acqua noto come i mari liguri e tirreniche.

    Relax. I responsabili vogliono ottenere emotivo e bagnare i pantaloni sopra le preoccupazioni ambientali falsi in modo da poter controllare le vostre opinioni.

    The water pouring out of Concordia as it is lifted from the sea by the Vanguard seems to represent almost no environmental hazard.

    Pouring a 100ml glass of wine into a large barrel of water does not turn the water into wine. The wine has almost no effect on the water.

    Draining the water inside the Concordia into the sea will have no meaningful effect on the quality of the whole volume of water known as the Ligurian and Tyrrhenian seas.

    Relax. The people in charge want you to get emotional and wet your pants over false environmental concerns so they can control your opinions.

  3. Attilio Regolo

    E comunque, proseguendo il ragionamento avviato sull’altro post circa la sospensione dei lavori sulla Concordia (cosa d’altra parte non proprio vera visto che anche il cassone S12 dopo l’S13 appare in fase di installazione), non sottovalutiamo il problema del rischio di inquinamento marino e ambientale presso il Giglio e non rilassiamoci troppo circa tale problema con battute mordaci anche divertenti come quelle di Jim Harris sul “cugino” che avrebbe una cisterna da utilizzare.
    Il fatto che quasi miracolosamente non si sia verificato un disastro ambientale inimmaginabile specie all’inizio della tragedia lo si deve anche e soprattutto alla perizia e alla poderosa messa in opera di tutto un sistema di contenimento e protezione che ha circoscritto l’intero perimetro attorno alla nave e alle operazioni di cantiere.
    Un sistema di protezione soggetto a controlli accurati e continuativi e che permettono oggi di guardare alla situazione con un minimo di tranquillità in più con le acque interne allo scafo dilavate e filtrate nel corso di ben due anni e mezzo.
    Ma guai ad abbassare troppo la guardia!
    Rischi e insidie imprevedibili sono ancora incombenti e per il Giglio e zone circostanti sarebbe una iattura terribile dovesse succedere qualche altro brutto accidente.
    E’ chiaro quindi, alla luce delle considerazioni precedenti, che effettuare le operazioni ultime dell’irreversibile rigalleggiamento e obbligatoria consecutiva rimozione a ritmo serrato proprio a ridosso della massima stagione turistica annuale dell’Isola, quella estiva, potrebbe significare volere andare a cercarsi guai potenziali aggiuntivi
    di cui sinceramente nessuno sente il bisogno.
    Saluti.

  4. Sono d’accordo sia con Giovanni e Attilio. L’acqua all’interno della Concordia è diventata identica all’acqua di mare sulla parte esterna della nave. Le questioni ambientali sono utilizzati come un altro falso pretesto perché la nave non può essere spostato entro la fine di giugno 2014.

    Portare in una cisterna per pompare fuori l’interno della Concordia rende questa commedia ancora più divertente. Chi in Costa o quale politico ha un cugino con una cisterna vuota che ha bisogno di un lavoro di pagare?

    Mi chiedo se il Concordia, l’avanguardia e la petroliera potrebbe direttamente al fondo del mare insieme? Il più stupidamente complesso si effettua questa fase finale del progetto, la meno probabile è di successo

    I agree with both Giovanni and Attilio. The water inside the Concordia has become identical to the sea water on the outside of the ship. The environmental issues are being used as another false excuse why the ship can’t be moved by the end of June 2014.

    Bringing in a tanker to pump out the inside of the Concordia makes this comedy even funnier. Who at Costa or which politician has a cousin with an empty tanker that needs high paying work?

    I wonder if the Concordia, the Vanguard and the tanker could straight to the bottom of the sea together? The more foolishly complex you make this final stage of the project, the less likely it is to succeed.

  5. Attilio Regolo

    Ma si Giovanni, sono d’accordo totalmente con te.
    Sono oltre due anni che la Concordia è ridotta ad un colabrodo e che le acque interne si mescolano con quelle esterne e viceversa.
    La bonifica delle stesse l’ha già fatta egregiamente il mare del Giglio.
    Cos’è allora questa storia dei tanto paventati timori di inquinamento disastroso in fase di risollevamento e traino del grande relitto?
    Ti dico sinceramente come la penso, Giovanni.
    Costa-T/M sa bene di poter completare con successo l’operazione di aggancio cassoni di galleggiamento tutti già esistenti e distribuiti in varie località nazionali in poche settimane, ma tra le perduranti incertezze della destinazione finale e le pressioni della politica locale è costretta a prendersela più comoda aggrappandosi a motivazioni di rischi ambientali che in effetti non sussistono.
    Saluti.
    Saluti.

  6. Giovanni Zardoni

    Fosse bastato chiudere la falla di Schettino… Dopo questi anni in acqua il relitto fa acqua da tutte le parti… Le zone schiacciate, gli oblò mancanti…

  7. Attilio Regolo

    Eh già, ci mancherebbe altro che dopo l’arresto speriamo temporaneo dei lavori in cantiere arrestassero pure i dirigenti di Costa-T/M.
    Allora si che gli abitanti di Punta Gabbianara dovrebbero rassegnarsi a vedere invecchiare e arrugginire quel gigante ammaccato davanti alle finestre di casa loro per i prossimi 50 anni.
    Saluti.

  8. E ‘tempo di arrestare i dirigenti di Costa.

    It’s time to arrest the top executives of Costa.

  9. Pietro Rinaldi

    SULL’ASSURDO STOP AI LAVORI (dopo la incomprensibile “pausa” invernale !!) __Leggo la ridondanza dei riferimenti al problema della qualità delle acque interne alla Concordia, forse qualcuno, dei più vecchi interlocutori dei vari blog, ricorderà che manifestavo “sorpresa” sul fatto che non venisse chiuso lo squarcio alla fiancata di sinistra causato dall’impatto con la roccia delle Scole._ Quindi mi associo ancora ai dubbi che ritrovo nei commenti di Maurizio e Franco, ma mi pongo alcuni interrogativi sulla questione: 1) con tutte le analisi sulle acque interne che annunciano di effettuare nelle relazioni settimanali, per quale “arcano” motivo non illustrano al pubblico i risultati sulla loro qualità ??_ 2) Quali differenze “sostanziali” ci sarebbero tra queste acque e quelle reflue che affluiscono ai depuratori delle nostre città ?? 3) Dopo due anni e mezzo di interventi sullo scafo è mai possibile che non si sia mai pensato ad un trattamento di depurazione di queste acque ??

  10. Maurizio Scholl

    A me sembra che a questo punto il Ministero dell’ambiente ed il Ministero dello sviluppo economico dovrebbero mettere i puntini sulle i. Tutto il resto sono chiacchere. Non posso immaginare che nessuno in 2 anni e rotti dal naufragio non si sia reso conto del problema delle acque non proprio cristalline che colerebbero dal relitto in fase di rigalleggiamento o di caricamento sulla Vanguard…che al momento del fattaccio non era nemmeno in servizio.
    Come già detto dal commissario Gabrielli ” ognuno vuole una camera con vista mare” sull’affaire Concordia.
    Concordo con la dichiarazione. Inutile convocare un nuovo incontro. Qui chiudo.

  11. Ecco che il nodo è venuto al pettine: non aver mai voluto prendere in considerazione l’ipotesi di recuperare Concordia come regina dei mari, iniziando dalla falla di Schettino, deliberatamente non tappata quando farla sarebbe stato facile e comodo. Se il progetto per la “mia” nave fosse stato quello di portarla in bacino per una valutazione tecnica sulla convenienza del ripristino, oggi non ci troveremmo nella palude del dove portarla a smantellare. La vogliono a Piombino ? Ovvio Concordia sarebbe una colossale pastiglia di bicarbonato per far digerire la chiusura dell’acciaieria, a Genova sperano invece di usare Concordia per attivare un polo per la demolizione navale, dimenticando che le demolizioni navali erano una parte importante dell’economia Ligure (non so Genova, ma a Savona, Vado Ligure, La Spezia c’erano numerosi cantieri di demolizione), mandata a rotoli sia per ragioni economiche legata ai costi del lavoro, che alle assurdità sull’impatto ambientale di queste lavorazioni.
    Restando in tema di ambiente: scontato che le acque interne di Concordia non sono certo limpide e cristalline, quanto mai ci potrà mettere la corrente del Tirreno a smaltirle ? Smettiamola di buttare soldi (anche se altrui) per far finta di fare quello che la natura fa gratis.

    Parzialmente OT: ho in programma di fare una rapida puntata al Giglio per salutare Concordia prima della partenza per la Turchia, da dove ci si può avvicinare per “accarezzarla” più da vicino ?

    Saluti a tutti

  12. La teoria del signor Bjorkman che lo scafo non riuscirà durante Rimessa a galla può essere corretta e, sulla base di recenti sviluppi, sembra come se l’Osservatorio e la Costa lo sanno. Sarebbe stato bettter per salvare Concordia in posto e poi ripulire il danno ambientale.

    Mr. Bjorkman’s theory that the hull will fail during refloating may be correct and, based on recent developments, it seems as if the Observatory and Costa know it. It might have been bettter to salvage Concordia in place and then clean up the environmental damage.

  13. Il problema “vero” è sapere se la Concordia lascerà l’isola a rimorchio o con la Vanguard. E’ evidente che in relazione al metodo di trasporto, da un punto di vista ambientale, le procedure cambiano “sostanzialmente”. Volevo aggiungere che, a mio giudizio, se verrà scelta la Vanguard, i tempi si allungheranno notevolmente. La larghezza del relitto sarà di oltre 60 metri e per navigare in sicurezza, ripeto, ci sarà bisogno di una sella (che non si fabbrica da un giorno all’altro). In questo caso, mi auguro di sbagliarmi. Buona sera da Angelo Roma

  14. Attilio Regolo

    La situazione appare alquanto surreale.Cerchiamo di fare sinteticamente il punto.
    Costa-T/M ha dimostrato con l’aggancio e le prove di parziale galleggiamento del primo cassone , l’S13, che è il più voluminoso e pesante di tutto lo stock, di essere in grado (checchè ne dica Mr. Bjorkman) di completare il lavoro di applicazione dei cassoni mancanti sia a destra che a sinistra in modo rapido ed efficiente e di poter rispettare i tempi previsti dal progetto di rimozione, cioè per fine giugno prossimo.
    Ovviamente questo fa prefigurare che voglia tenersi le mani libere per quanto riguarda la scelta del porto di destinazione che appare chiaro sia quello del porto turco di Smirne per lei di gran lunga il meno oneroso economicamente.
    Ciò lascia anche presupporre per un porto così lontano che il mezzo di trasporto debba essere necessariamente la piattaforma subacquea della Vanguard Dockwise già preallertata peraltro tramite contratto di impegno preliminare che sta aspettando solo il nulla osta definitivo e che per caricare la Concordia non avrebbe neppure bisogno del rigalleggiamento massimo fino ai 18 metri di pescaggio previsti dal progetto iniziale necessario per il traino a rimorchio in mare della nave con i cassoni in quanto capace da sola di andarsi a caricare la nave fino ai 20-22 mt di profondità.
    Tutto ciò contrasta con gli intendimenti e gli interessi della Regione Toscana che sponsorizza da sempre per noti e giustificati motivi politico-economici la destinazione del polo industriale portuale di Piombino anche se questo è assai in ritardo nelle sue effettive capacità di accoglimento del grande relitto.
    In questa vera e propria “guerra dei due porti” tra pubblico e privato si sono poi intromesse altre realtà portuali italiane a vario titolo quali Genova e Civitavecchia già pronte per ricevere il relitto della Concordia.
    Si sta sviluppando insomma un gigantesco “tiro alla fune” a più tiranti in cui non si sa se ci sarà un blocco prolungato o un vincitore certo o se si rischierà addirittura lo spezzarsi della fune.
    Saluti.

  15. Sembra che ci siano problemi connessi cassone S13 o si sta prendendo più tempo per fare questo lavoro di quanto originariamente previsto.

    Sarebbe un bene per l’Osservatorio e Costa per comunicare più al pubblico in modo aperto e onesto. Ci dovrebbe essere briefing di notizie giornaliere per i media e una relazione quotidiana scritta, in un linguaggio semplice, sottoposti a GiglioNews.

    Scopriamo di più su ciò che sta accadendo da Mr. Roma, Urs, e il signor Zardoni, di quanto facciamo dalle persone incaricate di rimuovere Concordia.

    It seems like there are problems attaching the S13 caisson or it is taking longer to do this work than originally planned.

    It would be good for the Observatory and Costa to communicate more to the public in an open and honest way. There should be daily news briefings for the media and a daily written progress report, in plain language, submitted to GiglioNews.

    We find out more about what is going on from Mr. Roma, Urs, and Mr. Zardoni, than we do from the people in charge of removing Concordia.

  16. Daniela Robasto

    ma si figuri se il cassone l’hanno buttato a mare fingendo che sia tutto ok. La Costa starà subendo pressioni per destinare la nave ad un porto italiano e con la scusa del versamento dei liquidi hanno fermato i lavori. Ma perchè in tutti questi anni non hanno mai pensato che risollevando la nave i liquidi sarebbero usciti? e anche soltanto al traino i liquidi non si sarebbero miscelati con l’acqua esterna? perhcè durante la rotazione non è stato come avere un enorme shake? Come subentra la politica… Gabrielli lo aveva detto, fosse per la politica si sarebbe ancora alla formula del “caro amico”….

  17. Maurizio Scholl

    Ed io che questa mattina avevo visto un pontone con altri due cassoni. Felice di vedere che i lavori procedevano speditamente. Non si capisce il blocco del cantiere. Come dice giustamente Zardoni si poteva tranquillamente continuare a procedere alla messa in opera dei cassoni. Il blocco da quanto si apprende dall’articolo è un ordine di Costa. Al TG la Sargentini ha attribuito la decisione al “Comitato”.
    Speriamo che ci spieghino meglio. Mi sa’ che la decisione è da attribuire alla “guerra tra i porti”.
    Che vergogna.

    In tempi non sospetti avevo osato proporre la chiusura della grande falla. Sia per avere una chanche in più per alleggerire il relitto ai fini del galleggiamento sia per effettuare un ricambio delle acque interne. Un ricambio serio, non quei pochi centinaia di metri cubi aspirati prima del parbuckling.

  18. Anders Bjorkman

    Finora abbiamo visto solo cassone S13 essere abbassato sotto l’acqua con una gru chiatta CONQUISTA MB1. Sembra quindi che cassone S13 è stato depositato da qualche parte sotto l’acqua presso il relitto. Non sappiamo se S13 è attaccato al relitto da fili e catene e se il sistema di galleggiamento è collegato e funzionante. Quindi non sappiamo se l’acqua è stato spinto fuori cassone S13 e che galleggia sotto l’acqua. Sembra che nulla sia accaduto dal 28 aprile, quando salvatori ha annunciato che S13 era stato attaccato – http://www.theparbucklingproject.com/article/66/Operations_for_the_installation_of_the_first_sponson_completed
    Presumo che questo è solo l’inizio del fiasco.

  19. Giovanni Zardoni

    Bloccati i lavori di posa cassoni dall’Osservatorio: spero che sia solo una notizia errata. Cosa costava farli installare ed al limite non autorizzare il ri-galleggiamento?
    http://corrierefiorentino.corriere.it/firenze/notizie/cronaca/2014/30-aprile-2014/concordia-bloccati-lavori-rimozione-223148541448.shtml

  20. Attilio Regolo

    Scusami Alberto, ma se la Concordia è destinata a rimanere comunque lì davanti a Punta Gabbianara a tempo indeterminato in attesa del completamento delle opere di accoglienza nel porto di Piombino e della conclusione della fase tecnico-giudiziaria del relativo Processo presso il Tribunale di Grosseto chi glielo fa fare a Costa-T/M di accelerare la fase critica e complessa di sistemazione a dritta e a manca dei cassoni di zavorra e rigalleggiamento per rispettare in ogni modo la data promessa del 25 Giugno con tutti i rischi che ciò comporterebbe di errori e danni irreversibili?
    Saluti.

  21. Alberto Marchesi

    La mia battuta era relativa al fatto che la ditta incaricata dei lavori sarà in grado, salvo imprevisti dell’ultima ora, di rispettare gli impegni presi, come fra l’altro ha già dimostrato egregiamente di saper fare durante il raddrizzamento della nave. A quel punto “qualcuno in alto” dovrà prendere una decisione.
    Noi possiamo solo tifare.
    Se mi dessero il permesso sarei già andato con la mia bombola sulla schiena a dar una mano per la pulizia dei fondali…
    La guerra dei poveri per smantellare la nave è patetica. Sarebbe bello che qualcuno facesse un piano nel quale spiega le possibilità e l’offerta tecnica del suo porto (solo Genova lo ha fatto). Invece sembrano dei gabbiani che si contendono una sardina. Gran chiasso per niente. Poi arriva il barracuda da sotto e si pappa tutto!!!

  22. Pietro Rinaldi

    Leggevo anche nelle precedenti relazioni che continua la rimozione di materiale dal fondale sul lato di dritta della nave e questa mi sembra cosa Buona e Giusta, se è vero che ci sono 357 operatori in loco, e che sui fondali intorno alla Concordia “invisibili ai non addetti” ci sarà di tutto e di più._ @ URS, era stato annunciato che avrebbero aspettato di vedere se ci fossero difficoltà nella applicazione dei primi cassoni sulla fiancata della Nave …. per prendere una decisione e si era parlato di fine aprile “oggi è il 30”.__ Forse gli servirà “qualche altro giorno” !! V E D R E M O e, che cos’altro possiamo fare ??

  23. Alberto Marchesi

    Il mondo e l’imprenditoria privata vanno avanti per la loro strada, sicuramente non si muovono come l’impacciato pachiderma istituzionale italiano. Fra un paio di mesi il Commissario Delegato per il naufragio della Costa Concordia dovrà prendere una decisione (cosa per la quale credo sia pagato profumatamente) e trovare una destinazione al relitto pronto a muoversi dal Giglio. La nave poi rimarrà sotto sequestro per anni, come è successo alla Moby Prince…. Ma questa è un’altra storia.
    Saluti

  24. Attilio Regolo

    Beh, Alberto, in effetti questa operazione iniziale dell’aggancio del primo cassone S13 sembra sia andata bene al di là di ogni aspettativa.
    Questo potrebbe lasciar presagire un successivo scorrimento veloce dell’intera procedura fino al suo completamento rispettando addirittura il termine inizialmente preventivato da Costa Crociere per il fine Giugno di quest’anno.
    Sarei davvero curioso di sapere che cosa deciderà a quel punto il sistema politico-istituzionale sia governativo che locale circa il prosieguo dell’operazione di rimozione con il Porto di Piombino ancora del tutto impreparato ad accogliere, come attualmente previsto, il gigantesco relitto.
    Saluti.

  25. Alberto Marchesi

    Speriamo che anche per gli altri cassoni fili tutto liscio come con il n°13.

    Buon lavoro ragazzi!!!

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